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Festival della Valle d’Itria

11 Lug Festival della Valle d’Itria

foto-notizie-generaliIl Festival della Valle d’Itria di Martina Franca è nato nel 1975 su iniziativa di un gruppo di appassionati musicofili capeggiati da Alessandro Caroli, primo presidente del Festival, con il determinante supporto di Franco Punzi, allora Sindaco di Martina Franca, e di Paolo Grassi, all’epoca sovrintendente del Teatro alla Scala. Fin dagli esordi il Festival si è caratterizzato per la coraggiosa riproposta di un repertorio e di una prassi esecutiva sottovalutati: hanno contribuito alla sua affermazione le messe in scena di opere qualiTancredi di Rossini (nel 1976, ancor prima della Rossini renaissance che ha caratterizzato i decenni successivi) e della Norma nella versione originale con la protagonista dal timbro più scuro rispetto alla giovane Adalgisa.

Dal 1980, con la presidenza di Franco Punzi e la direzione artistica di Rodolfo Celletti, grande esperto di vocalità, il Festival ha accentuato la sua identità originaria di rivalutazione del repertorio belcantista (da Monteverdi al protoromanticismo) e della Scuola musicale napoletana di cui grandi protagonisti furono i compositori pugliesi, pur senza trascurare il grande repertorio europeo e, in particolare, la valorizzazione di elementi del belcanto italiano presenti in opere di autori stranieri. Emblematiche le proposte di opere quali Adelaide di Borgogna e Semiramide di Rossini, L’incoronazione di Poppea di Monteverdi, Giulio Cesare di Händel, Fra Diavolo di Auber.

Con la direzione artistica di Sergio Segalini, dal 1994 al 2009, il Festival ha ulteriormente sviluppato la dimensione internazionale delle scelte di repertorio a partire dalla Medée di Cherubini nella versione originale francese con i dialoghi parlati, per poi affrontare capolavori come Robert le diable di Meyerbeer, La Grande-Duchesse de Gérolstein di Offenbach, fino alla versione francese di Salomé di Richard Strauss.

Alberto Triola, che ha assunto la direzione artistica del Festival nel 2010, riportando, da un lato, l’attenzione sul repertorio belcantista e sul teatro musicale barocco, si propone di allargare l’orizzonte del Festival all’opera del Novecento e contemporanea. Significative le scelte di titoli del biennio 2010-2011: Gianni di Parigi di Donizetti eAureliano in Palmira di Rossini, Rodelinda, Regina de’ Longobardi di Händel e Il Novello Giasone di Cavalli – Stradella, Napoli Milionaria! di Rota e il dittico Der Ring des Polykrates (Korngold) – Das Geheime Königreich (Krenek), L’Orfeo di Luigi Rossi-Daniela Terranova, Nur di Marco Taralli, Zaira di Bellini, Artaserse di Hasse, Crispino e la Comaredei fratelli Ricci, Maria di Venosa di Francesco d’Avalos, Giovanna d’arco di Verdi.

Le produzioni del Festival distinguono per l’autenticità dei testi (spesso rappresentati in versione integrale) e il rispetto dei tipi vocali, fedeli agli spartiti e alle interpretazioni originali. Il Festival ha contribuito all’affermazione di artisti che avrebbero scritto la storia dell’interpretazione quali Mariella Devia, Martine Dupuy, Paolo Coni, Daniela Dessì, Patrizia Ciofi, Fabio Luisi, Renato Palumbo, per citarne solo alcuni.

Dal 1975 sono state oltre cento le opere presentate al Festival della Valle d’Itria. Tra l’altro va ricordato che, nel corso della sua attività, il Festival ha ottenuto per sette volte l’ambito riconoscimento del Premio Abbiati da parte dell’Associazione nazionale dei critici musicali italiani; è inoltre membro di associazioni importanti, tra cui l’EFA [European Festivals Association], l’EFFE [Europe for Festivals – Festivals for Europe], il CIDIM [Comitato Nazionale Italiano Musica] e Italiafestival, di cui è socio fondatore.